

Dal ricettario della tradizione familiare:
Per 5/6 kg di pinza
1 kg farina di fiore tipo 00,Preparare le polenta secondo le istruzioni riportate nella confezione (se la polenta è istantanea, si fa prima) e con la consueta salatura.
Rovesciarla successivamente su un tagliere per farla raffreddare (dev'essere tiepida non fredda).
Lavare l'uvetta passita in acqua e scolarla quindi lasciarla marinare per 10 minuti nell'amaretto. Tagliare i fichi secchi e le noci a pezzetti. Sbucciare le mele e il limone avendo cura di recuperare la scorza (solo parte esterna, non la parte bianca interna).
Come procedere: prendere la polenta tiepida e scavare una cavità al centro (cratere). Versare all'interno metà della farina di fiore (quindi solo 1/2 kg), lo zucchero, le uvette (assieme all'amaretto), i fichi, le noci, i pinoli, il sale, la vanillina, metà dei semi di finocchio, l'essenza di rhum e cominciare ad amalgamare gli ingredienti, prima con un cucchiaio (di legno) e poi con le mani.
Aggiungere man mano il resto della farina di fiore. A questo punto gli ingredienti dovrebbero essere mescolati in modo omogeneo. Stendere l'impasto su un piano e fare un nuovo incavo al centro (cratere), versare le 2 bustine di lievito quindi il succo del limone e di un solo arancio (il lievito dovrebbe "friggere"). Infine rimpastare il tutto in modo da distribuire uniformemente il lievito fino ad ottenere un impasto omogeneo ed abbastanza consistente (non preoccuparsi se l'impasto si attacca sulle mani...è normale!!!).
Coprire la teglia da forno con la carta da forma quindi versare l'impasto e cospargerlo con i semi di finocchio avanzati.
Infornare a forno caldo (180gradi) e lasciare cucinare per circa 1.45 ore. Si consiglia a metà cottura di ruotare di 180° la teglia.
LA PINZA E' UN DOLCE PARTICOLARE CHE SI CONSERVA MOLTO BENE ANCHE PER DIVERSE SETTIMANE!
La pinza è un dolce tipico della cultura veneta costituito dall'alimento base, la polenta, arricchita da ingredienti che la stagione offre. Nella tradizione (sicuramente dopo il 1500, dato che prima il mais non era ancora stato scoperto) si usava arricchire il piatto base, con frutti che la stagione invernale offriva, in occasione delle feste (per i milanesi era il pane che diventava il mitico panettone!). A seconda delle casate gli ingredienti potevano variare. Per esempio si usavano anche mele o pere, ma questi frutti, per la loro consistenza a base d'acqua, tendevano a far ammuffire la pinza nel giro di una settimana.